I ritratti professionali o Business Portrait, il mio modo di interpretarli.


Il ritratto professionale è sempre stato concepito per conferire grandezza al protagonista, sottolineando ed enfatizzando il fatto che è una persona di successo, un punto di riferimento.

Questo tipo di immagine è funzionale a persone di grande prestigio, ai veri VIP del mondo degli affari e della finanza, anche se personalmente ho sempre trovato che quel tipo di fotografie li rendono "antipatici", non suscitano empatia e fiducia.

Sopratutto in un paese come il nostro in cui si guarda con diffidenza chi ha successo questo potrebbe diventare un ostacolo inaspettato.

Oggi, in un mercato che è cambiato radicalmente, un professionista ci deve mettere la faccia sopratutto quando si deve rapportare con clienti che sono continuamente a contatto con professionisti di vari settori, che propongo a loro volta i propri servizi o beni spesso simili a quelli presenti nel proprio portfolio. 

Quasi sempre l' immagine professionale è la prima cosa che il cliente vede navigando sui motori di ricerca o sui siti per cercare informazioni del professionista che lo ha contattato, dell'azienda per cui lavora e dei servizi che propone. E' ben noto che i primi 30 secondi sono fondamentali nell'approccio con il cliente, sono quei pochi attimi in cui si apre la strada o si chiudono le porte alla possibilità di effettuare la vendita o chiudere un accordo. Cosa accade se quei 30 secondi ce li giochiamo attraverso una nostra foto sul sito, su un blog o sui social network?

Il mio lavoro consiste nel proporre un'immagine differente, che racconta chi sei, cosa fai e come lo fai. Un'immagine che ha lo scopo di creare empatia e fiducia anche in chi ancora non ti ha conosciuto di persona, evitando il più possibile l'autoreferenzialità.

Questi sono i ritratti di Vito D'Urso, Consulente Web Marketing

Andrea Laureani - Fotografo